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  • Immagine del redattoreMariasole Valentini

UNA "COPERTA MORBIDA" PER PROTEGGERSI, PER ASCOLTARSI ED ESSERE ASCOLTATI.

Ciascuno di noi vorrebbe un posto in cui potersi rifugiare nei momenti di difficoltà, in situazioni altamente stressanti o di grande sofferenza emotiva, oppure, di paura.

Ciascuno può intercettare questo posto, in cui si sperimenta una sensazione di pace, di calma interiore, in cui ci si sente protetti e grazie a questo, in cui si possono liberare le proprie emozioni e mettersi in ascolto di se stessi; nello specifico, Gomez (2013, in Puliatti 2017) annovera la "coperta timida" come la prima delle 5 strategie immaginative utili al bambino "a sentirsi contenuto mentre esplora, abbraccia ed elabora il materiale disturbante" (p. 210, Puliatti).


Strumenti accessibili a tutti: coprirsi per svelarsi.


Nell'esperienza che mi lega al mondo dei bambini e degli adulti, è possibile sperimentare come certi strumenti siano accessibili sia dall'esperto, quindi dal terapeuta durante la psicoterapia, che dal genitore, dall'insegnante e dall'educatore durante un'attività educativa e ludica, in base alle proprie competenze e al ruolo che lo contraddistingue nella relazione con il bambino stesso: nel racconto "Il meraviglioso mondo di Dora" (2021, Valentini), la protagonista recupera "una certa sensazione di tepore, di cui aveva fatto esperienza / sotto la coperta morbida del letto, nella sua stanza: / di arancione colore e di lana fatta (prodotto naturale di origine animale, / dalla pecora proveniente, / si ricordava dalla lezione di scienze!) / che mentalmente la riportava al posto al sicuro di cui si ricordava: / un posto reale, il suo, in cui si nascondeva / ogni volta in cui il bisogno sentiva, / riuscendo le sue paure a guardare / senza la sensazione di scappare" (p. 30, in Valentini M.).


L'utilizzo della "coperta morbida" (Valentini,2021) viene maggiormente esplicitato in una scheda in Appendice nel testo (n.2) nella sezione dedicata alle risorse e strategie utili ad affrontare situazioni impreviste e di criticità, come attività da proporre al singolo (sia bambino che adulto) ma anche al gruppo, all'interno di un' ambientazione in cui gli stessi partecipanti, assieme agli adulti di riferimento, possono immedesimarsi nei personaggi e così compiere i passi nel percorso della "strada d'oro", metafora dell' autoconsapevolezza (una delle dieci life skills) quindi della crescita personale: attraverso la sensazione di protezione é possibile avere accesso al proprio mondo emotivo interiore, facendo personalmente un' esperienza di autopercezione del sé e di svelamento di ciò che può essere disturbante, attraverso l'uso della parola che ne veicola la sua esplicitazione, dando avvio ad un primo step di "liberazione" e rielaborazione. Inoltre la possibilità di utilizzare il contesto gruppale ed i suoi membri, è una risorsa per ampliare la coesione e il supporto sociale.

Questa esperienza del "sentirsi al sicuro" é la stessa che viene percepita all'interno di un percorso di psicoterapia con EMDR, nell'utilizzo del "posto al sicuro": un passaggio che fa parte del percorso iniziale, ma anche uno strumento utile a riportare uno stato di calma e benessere laddove il paziente si imbatte con emozioni forti o vissuti complessi, che attivano in maniera importante la parte emotiva della persona o riattivano ricordi particolarmente traumatici.


Se mi sento al sicuro, posso aprirmi


Una certa affinità del "posto al sicuro" con la "coperta morbida" risiede nel vissuto immaginativo e nel senso di sicurezza percepito: la coperta è il simbolo di calore e protezione, sotto ad essa è possibile esaminare le paure o il disagio vissuto, assieme a tutto ciò che viene percepito come minaccioso per la tranquillità personale, ma anche sperimentare un luogo in cui sentirsi custodito e ritrovare uno stato di calma.

La coperta dovrebbe essere di una certa consistenza per permettere di sperimentare una sensazione di contenimento, quindi la possibilità di esprimere ciò che potrebbe non essere tollerato in circostanze differenti dall'esperienza di chi si sente avvolto dalla stessa: anche una semplice coperta può diventare strumento di rielaborazione della propria esperienza, in cui il finale della storia personale si apre ad altre narrazioni ricche di possibilità.


 

Puliatti M., 2017, La psicotraumatologia nella pratica clinica, Mimesis, Milano.

Valentini M., 2021, Il meraviglioso mondo di Dora, Ed. Grafikamente, Forli.

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