• Mariasole Valentini

Con occhi liberi e speranzosi

La parola trauma deriva dal greco e significa ferita.

La percezione del trauma è differente da persona a persona a seconda delle proprie capacità di rielaborazione ovvero delle risorse personali e relazionali a cui poter attingere.


Ci sono traumi definibili con la T grande come le calamità naturali, gli incidenti stradali, le aggressioni, gli stupri, gli omicidi o suicidi, le diagnosi infauste, cioè quelle ferite che vanno a minacciare l’integrità personale; altri sono riconducibili ad esperienze che sembrano poco rilevanti ma che assumono connotati negativi se perpetrate nel tempo o se subite in momenti di particolare vulnerabilità o nell’ infanzia: sono traumi con la t minuscola le umiliazioni, gli abbandoni e la trascuratezza affettiva, le paure.


In alcuni casi, in mancanza delle risorse personali e relazionali o in situazioni di scarsità di queste, tali ferite possono essere sempre presenti anche a distanza di anni dall’accaduto: le sensazioni sono vive, i ricordi vividi, per cui le colpevolizzazioni, gli attacchi di panico, le ansie, la mancanza di autostima e insicurezza sono i residui più frequenti.




L’EMDR (Eye Movement Desensitization and REprocessing) è un trattamento psicoterapeutico scoperto nel 1989 e approvato dall’APA American Psychological Association, dall’American Psychiatric Association, dall’International Society for Traumatic Stress Studies, dall’OMS Organizzazione mondiale della Sanità e dal nostro Ministero della Salute.

Dopo il trattamento con l’EMDR il paziente ricorda ancora l’evento traumatico ma è in grado di ricondurre le emozioni e le sensazioni negative alla giusta collocazione, i pensieri intrusivi si attutiscono e svaniscono, lasciando il passato al passato e guardando al futuro con occhi liberi e speranzosi.

Trauma, ferita dell'anima è differente da persona a persona a seconda delle proprie capacità di rielaborazione ovvero delle risorse personali e relazionali a cui poter attingere

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