• Mariasole Valentini

Siate intelligenti emotivamente: gestire le emozioni negative con competenza.



Per ogni emozione c’è sempre una reazione

Un motto che sembra portare in sé la consapevolezza che sono le emozioni a muovere l’essere umano, sia da un punto di vista fisiologico (ad esempio con l’aumento del battito cardiaco) che psicologico come la riduzione del controllo di se stessi e la difficoltà di pianificare azioni e riflessioni.

L’emozione si distingue dal sentimento: quest’ultimo è infatti meno intenso ma più duraturo.

Il mondo emotivo comprende sei emozioni primarie: felicità, sorpresa, paura, rabbia, tristezza, disgusto. Se esse vengono considerate in relazione alla persona che le prova con l’ambiente in cui vive, si può dare un significato a tale emozioni provata: la felicità può essere un indicatore di vicinanza dello stimolo rispetto a sé, la sorpresa di novità, la paura di minaccia, la tristezza di assenza e il disgusto di differenza (Marmocchi P. et al., 2004).

La percezione della realtà può subire dei cambiamenti in base ai vissuti emotivi: se sono agitato, la mia percezione del rischio è differente rispetto ad uno stato emotivo di calma.


Un modo efficace per gestire le emozioni negative che possono abitarci in questi giorni, ad esempio la paura o la rabbia, è prima di tutto riconoscere di provare tali emozioni, quindi non negarle; questo aumenta il nostro lessico emotivo (posso nominare ciò che sento), favorisce la competenza emotiva (la capacità di autoregolarsi e di leggere i vissuti emotivi degli altri ovvero l’empatia) e quella che Goleman (1996) chiama intelligenza emotiva: essere capaci di autocontrollo, avere l’entusiasmo, la perseveranza, la capacità di auto motivarsi, di frenare un impulso, di leggere i sentimenti intimi di chi ci è accanto, di saper gestire con armonia le relazioni.


Per riflettere: l’emozione della RABBIA. 
Questa attivazione prende spunto dal percorso sull’educazione alle life skills (Marmocchi P. et al., 2004):
Disegna un iceberg la cui punta contiene la parola rabbia; sotto ad essa c’è abbastanza spazio per scrivere i diversi sentimenti che possono sottostare alla rabbia ovvero che possono essere il motore della sua espressione. L’emozione della rabbia può infatti scaturire da altri sentimenti quali: il sentirsi impaurito, impotente, solo, spaventato, ferito, invidioso, non rispettato, non compreso, preoccupato, geloso, frustrato, deluso, addolorato, non amato, rifiutato.
Cosa c’è sotto la punta del mio iceberg della rabbia?
Qual è il mio bisogno?
Come posso aiutarmi o essere aiutato a soddisfarlo?
                   SCHEDA ATTIVITA' SCARICABILE IN BACHECA
 

CNOP Consiglio nazionale Ordine Psicologi, Guida anti-stress per i cittadini in casa, www.psy.it

Galimberti U.,2018, Nuovo Dizionario di Psicologia, Feltrinelli, Milano.

Goleman D., 1996, Intelligenza emotiva, Rizzoli, Milano.

Marmocchi P., Dall’Aglio C., Zannini M., 2004, Educare le life skills, Erikson,Trento.


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