• Mariasole Valentini

Coronavirus e Psiche: come funzioniamo di fronte alla paura? Cosa possiamo fare?

L'emozione della paura permette sia di prevenire il pericolo che di conseguenza evitare lo stesso;se contenuta rispetto ad una esperienza oggettiva è funzionale alla salvaguardia della persona mentre qualora diventi eccessiva rispetto ai rischi oggettivi dell’evento pericoloso può trasformarsi in panico e non essere più di aiuto a chi ne fa esperienza.

Tali paure possono creare forme di ansia individuale o di panico collettivo o entrambe: Galimberti (2018) definisce panico un episodio acuto di ansia che ha due maggiori caratteristiche, ovvero la tensione emotiva e il terrore intollerabile; entrambe sono da ostacolo ad una adeguata organizzazione del pensiero e dell’azione, ne conseguono attivazioni fisiologiche quali ipersudorazione, palpitazioni, pallore, dispnea ovvero una respirazione affaticata o sofferente, tremore, senso di svenimento, senso di soffocamento e tachicardia. Tra un attacco di panico e l’altro si può percepire uno stato di ansia che anticipa un altro attacco e che deriva dalla paura che esso si ripeta.

Cosa possiamo fare perché ciò sia gestibile?

1. Attenersi ai fatti ovvero al pericolo oggettivo

Il Coronavirus è contagioso ma su 100 persone che si ammalano 80 guariscono in maniera spontanea, 15 hanno problemi affrontabili in ambiente sanitario, 5 hanno problemi più gravi e circa la metà di essi sono portatori di altre patologie;

2. Non attribuire al coronavirus la causa unica di un danno collaterale

molti decessi infatti non sono causati esclusivamente dal Coronavirus, infatti la stima attuale delle morti nel mondo è di 100 volte meno di quelle della normale influenza ;

3. Evitare comportamento che vadano ad incrementare il panico collettivo

Se molte persone provano ansia e desiderano di aiutarsi facendo qualcosa per farla scemare, può al contrario generare stress e fare attuare comportamenti irrazionali e poco efficaci alla risoluzione dello stato d’essere;

4. Fare sempre riferimento alla considerazione dei dati oggettivi

Tale valutazione ci permette di attingere ad una maggiore capacità di giudizio

5. Considerare azioni protettive semplici ed efficaci

Evitare la ricerca compulsiva delle informazioni, comprensibile in questi giorni, ma attenersi all’evitamento di pericoli oggettivi (sapere cosa succede e cosa fare); diffondere e utilizzare fonti ufficiali e affidabili (es. Ministero della Salute: www.salute.gov.it; Istituto Superiore di Sanità: www.epicentro.iss.it ); sapere che è un fenomeno collettivo e non personale ( la protezione è collettiva e responsabile ma attenzione ai media che possono produrre informazioni parziali o distorte che focalizzano l’attenzioni su singoli casi)

6. Sapere che troppe emozioni possono offuscare il ragionamento corretto

Il corretto ragionamento si dovrebbe basare sui dati oggettivi, permettendo un equilibrio maggiore tra il sentimento di paura e il rischio oggettivo, bilanciando quei comportamenti di ricerca ossessiva dell’invulnerabilità che, al contrario, possono determinare paura di affrontare il futuro perché troppo chiusi in se stessi.

Fonti CNOP consiglio nazionale ordine degli psicologi (www.psy.it )

Galimberti U., Nuovo dizionario di psicologia, 2018, Feltrinelli, Milano.

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